Quelle scomode proiezioni d’ amore

Quelle scomode proiezioni d' amore

Quando parliamo d’amore siamo curiosi di conoscere tutti gli aspetti. Quelle scomode proiezioni d’ amore.

L’amore ci incuriosisce solo per il fatto che è uno dei sentimenti che ci piace di più provare. Quelle scomode proiezioni d’ amore.

Infatti durante l’ innamoramento c’è una fase in cui siamo come stregati e non presenti a noi stessi. Questo modo di essere ci attira e lo ricerchiamo; invidiamo chi ce l’ ha. A volte sembra scontato provarlo e sembra scontato avere un partner.

Ma non è affatto così.

La maggior parte di noi crescendo, si veste di maschere, protezioni, rigidità e resistenze e così a volte fatica a provare un sentimento forte come l’ amore.

Perchè ?

I principali motivi possono essere :

  • siamo già stati feriti da piccoli, crescendo ci siamo ben strutturati per difenderci da questa ferita.
  • abbiamo necessità di controllare ogni cosa, quindi una cosa che è fuori controllo ci spaventa.
  • nell’ amore dobbiamo lasciarci andare e metterci in gioco. Questo costa impegno, costanza e volontà e può essere che in quel momento non ne abbiamo voglia.

Con questi presupposti è abbastanza facile che nel momento in cui cerchiamo l’ amore, in realtà cerchiamo qualcuno che possa curare la nostra ferita. Forse ci sentiamo soli e rifiutati e pensiamo che avere qualcuno, possa colmare queste sofferenze.

Così quando pensiamo a qualcuno con cui stare, abbiamo delle aspettative e facciamo le nostre proiezioni. Quelle scomode proiezioni d’ amore.

Le aspettative sono cose che ci aspettiamo che l’ altra persona faccia per noi. Magari non lo abbiamo chiesto, ma siamo così bisognosi che diamo per scontato che l’ altro lo farà senza problemi. Se non lo fa, ci arrabbiamo. Quella persona nella nostra mente, può diventare così, la mamma, il babbo, un fratello che non ci può deludere.

Se abbiamo delle mancanze e non ne siamo consapevoli, tendiamo a proiettare sull’ altro i nostri bisogni. Le proiezioni sono come dei piccoli flash che noi lanciamo all’ altro e sono rappresentate dai nostri bisogni. Sembra che diciamo all’ altro , “A me manca questo, tu me lo devi dare ! Altrimenti perché sei qui con me ?”. Anche qui è molto probabile che nell’ altro vediamo un genitore o un fratello.

Ci dimentichiamo in quel momento che l’ altro è invece una persona diversa da noi, (e non è neppure nostro parente), con le proprie esigenze e i propri bisogni. Sicuramente, visto che è diverso da noi, le sue esigenze sono altre. Se ci mettiamo nei panni dell’ altro per un attimo, capiamo che gli stiamo chiedendo una cosa che non può fare.

Quando abbiamo queste aspettative o proiezioni soprattutto ?

Quando non siamo nella realtà e abbiamo un momento di regressione. Un momento difficile in cui noi siamo più fragili e così, proprio per questo motivo, abbiamo delle pretese che non stanno nè in cielo, nè in terra. Pretese che vengono disattese.

Se siamo nella realtà, quindi adulti consapevoli di quello che vogliamo e di quello che l’ altro può o non può fare per noi, allora sicuramente siamo più sereni, non in regressione e non in aspettativa.

Non abbiamo pretese sproporzionate o irreali.

Riuscire a vivere la realtà ed essere presenti nel qui e ora è una delle cose migliori che ci possa capitare.

Se pensiamo di avere un problema di regressione continua, facciamoci aiutare, seguendo il nostro istinto. Vale veramente la pena vivere la realtà e godere della vita il più possibile.

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