Quel senso di colpa che non mi rende felice

Quel senso di colpa che non mi rende felice

Credo che per molti anni ho vissuto con un forte senso di colpa. Quel senso di colpa che non ci rende felici.

I motivi erano svariati, troppo noioso e troppo pesante raccontarli qui adesso.

Ma qualcosa posso dire. Vengo da una generazione cresciuta a pane e catechismo, credo un po’ come tutti. Quel senso di colpa che non mi rende felice.

La religione che mi avevano inculcato i miei genitori insegnava che bisognava soffrire e espiare una colpa, per poi andare in paradiso una volta che non eravamo più su questa terra.

I miei genitori lo stesso erano cresciuti con questa credenza. In più c’era sicuramente qualcosa successa nel nostro ceppo familiare e che aleggiava nell’ aria e nell’ inconscio, che ci faceva sentire in colpa. Per cui questo condizione sembrava quasi una cosa normale con cui convivere.

Arrivata all’ età dello sviluppo, mentre vedevo il mio corpo cambiare, mi vedevo un pò più alta e avevo già un seno formato, era impensabile per me vivere come la maggior parte delle mie coetanee. Loro avevano amiche e amici, uscivano e qualcuna già si truccava.

Io ero una persona estroversa, ma ancora non lo sapevo e non mi conoscevo bene. Quindi ero molto chiusa nel giro dei miei familiari. Con me usciva mia sorella, mia cugina e a volte qualche sporadica amica.

Di amici maschi neanche l’ ombra. Un amico maschio cosa ci faceva nella nostra compagnia ? Era il ragazzo di qualcuna di noi oppure no ? Allora non poteva uscire con noi e noi non potevamo avere una compagnia fatta anche di ragazzi.

Questa idea mi perseguitò per diversi anni. Ero così chiusa e si può dire anche spaventata dalla sessualità, dal piacere, dall’ essere donna, che all’ età di 17 anni già mi ero fidanzata in casa, con un ragazzo più grande di me di circa 10 anni. In questo, seguivo l’ esempio dei miei genitori che avevano una differenza di età di circa 11 anni tra di loro. Quel senso di colpa che non mi rende felice.

Così all’ età di 17, con questo ragazzo, che mi piaceva molto ma che un po’ racchiudeva anche l’ idea del compagno padre/padrone, mi ero chiusa completamente nella vita di coppia. Per una vita come facevano le teen ager di quel tempo, non c’era spazio. Io ero fidanzata e facevo una vita da fidanzata.

Purtroppo ancora non conoscevo quasi nulla di me, così dopo un pò di tempo, la storia era finita. Si era esaurita a causa di uno stare insieme quasi per forza, di una paura della solitudine e di un senso di colpa, che insegnava che essere troppo felici non va bene. Meglio stare chiusi in sé stessi. Quel senso di colpa che non mi rende felice.

Finì nel momento in cui io capì chi ero e cosa volevo. Capì che non volevo continuare a vivere come se mi nascondessi dagli altri e dalla vita. Ecco cosa mi aveva portato ad essere quel senso di colpa. Mi aveva fatto nascondere dal mondo.

Oggi lo sto superando brillantemente. La prima cosa che ho imparato è che la parola senso di colpa non è reale. Forse è legata a sensazioni passate e antiche, così ho imparato a sostituirla con responsabilità.

Se succede qualcosa per cui credo di aver sbagliato, non mi dico più, “mi sento in colpa”, dico:

“Ho sbagliato, sono responsabile per quell’ errore. Pazienza, farò meglio in futuro”

Non mi crocifiggo più come un tempo e non lo faccio più così a lungo. In altre occasioni erano passati anni, prima che io superassi il senso di colpa. Anni di vita e momenti in cui mi ero sentita così schiacciata che era quasi impossibile respirare e godere della felicità.

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